70 anni di Liberazione

Sono passati 70 anni dal 25 aprile 1945 e ancora oggi è importante ricordare e parlare di Liberazione, di Resistenza: Resistenza alla dittatura, alla guerra, ad una concezione del potere tutta basata sulla violenza e soprattutto Resistenza alla privazione della libertà, di questo diritto fondamentale che ci rende uomini.
Al termine della guerra abbiamo abbracciato altri valori: Libertà,appunto, Uguaglianza e Solidarietà, i valori su cui si fonda la Repubblica Italiana, creata da quei padri costituenti, che avevano vissuto a pieno gli anni terribili del fascismo e della seconda guerra mondiale e che hanno scolpito questo principi nella nostra Costituzione. Guai però a considerarli acquisiti una volta per tutte: le cose più belle sono anche le più fragili. Richiedono la pazienza e la fatica del comprendere e del costruire, la capacità di reagire, la difficoltà di abbracciare l’umanità tutta, l’altro, non lasciandosi trascinare dalla paura, paura sulla quale, specie in un periodo di crisi economica e sociale come questa, troppe formazioni politiche populiste e demagogiche giocano, rimettendo in discussione conquiste che hanno visto uomini e donne sacrificare la propria vita.
E’ importante quindi, ora più che mai, parlare alle generazioni più giovani , per trasmettere loro, nel modo più semplice e più chiaro possibile, la bellezza di quei valori per cui tanti giovani, allora, hanno lottato e sono morti. Le vicende e i personaggi legati alla Resistenza non possono rimanere date e nomi scritti sui libri e per questo festeggiare la Liberazione significa ancora oggi “Resistere”: la democrazia non sta in piedi da sola, la libertà non si difende da sola.
Il compito della nostra generazione è, dunque, ricordare e ricordare “attivamente” riaffermando i principi che dalla Resistenza abbiamo appreso. Ricordare “attivamente” significa lottare contro qualsiasi forma di “segregazione”, di razzismo, di ingiustizia, di violenza e di illegalità. Se ieri bisognava reagire e contrastare il nazifascismo, oggi dobbiamo lottare contro tutte quelle forme di razzismo e disuguaglianza, riportando al centro dell’agire collettivo i diritti, la lotta alle disparità e l’attenzione verso i deboli, perché ogni uomo sia libero di manifestare il proprio pensiero e la propria natura e di contribuire alla nostra società.
Noi Giovani Democratici abbracciamo i valori della Resistenza e dell’antifascismo, il nostro stesso statuto vi si basa. Siamo consapevoli che la costruzione di un mondo migliore può avvenire soltanto se le generazioni future continueranno a combattere l’intolleranza, la xenofobia e la sopraffazione dei più deboli e lavoreranno per una società più inclusiva,più tollerante,più giusta, più democratica.
Vogliamo chiudere con queste parole di Piero Calamandrei ai giovani,che sono la cifra di quanto ricordare gli anni della Resistenza e la Liberazione non sia mero esercizio retorico, ma viva attuazione del nostro ruolo di cittadini della Repubblica : “Se volete andare in pellegrinaggio – disse Calamandrei – nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate li, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.
Ora e sempre Resistenza.
IMG_1998IMG_1997

IMG_1999

Precedente Silvia Valori - Resp. comunicazione Successivo Beatrice Giannanti - Vicesegretaria - Resp. organizzazione