Costruire ponti, non muri

In questi giorni abbiamo assistito alla vittoria, tanto marcatamente democratica quanto oggettivamente preoccupante, della destra estrema alle elezioni presidenziali austriache, con una evidente sofferenza delle forze moderate, riformiste ed europeiste.
Ancora più preoccupante, è stata la risposta di queste forze ad un attacco penetrante a quel progetto di abbattimento dei confini che l’Unione Europea dovrebbe rappresentare.
Vincoli tecnocratici, burocrazia ed interessi particolaristici sono i pesanti macigni che, nell’acuirsi di una crisi prima economica, ed oggi anche culturale, hanno impedito al sogno dell’Europa politica di realizzarsi.
In questo contesto, pertanto, ha trovato fertile terreno il tentativo di ritornare al passato, con l’idea malsana e retrograda di ripristinare le barriere doganali sul confine del Brennero, fino addirittura a progettare la costruzione di un muro militarizzato presidiato da 250 uomini armati; i Giovani Democratici di Pistoia ritengono assolutamente intollerabile assistere alla completa violazione dei trattati, Schengen tra tutti, e delle regole europee che impediscono espressamente ed insindacabilmente di limitare la circolazione di merci e persone nei confini comunitari.
Noi siamo sempre più convinti che, per non cedere alla barbarie, si debbano costruire ponti per unire e non muri per dividere.

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